S.AMBROGIO di GRION

Avvisi parrocchiali

foglietto n. 39/2020

11 Ottobre 2020 – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario


PULIZIE Sospese

ACCESSO ALLA CHIESA PER LE CELEBRAZIONI
Ricordiamo che per l’accesso alla chiesa è necessario igienizzarsi le mani, sedersi sui banchi o sulla sedia dove è indicato da un segna posto, e tenere la mascherina per tutto il tempo della celebrazione.
L’accesso alla chiesa è dalla porta centrale, per chi ha dei problemi e per le carrozzine è dalla porta laterale verso il campanile. Esortiamo tutti ad avere pazienza e a sopportare gli inevitabili disagi, compreso quello di non poter entrare in chiesa se i posti fossero tutti occupati.

LOTTERIA PARROCCHIALE
Continua la vendita dei biglietti. Vi ringraziamo per la bella collaborazione che sta dando la comunità.

SAGRA PARROCCHIALE
Quest’anno, per i motivi della pandemia, la sagra parrocchiale sarà caratterizzata da alcuni avvenimenti nel fine settimana di domenica 25 ottobre. Tra questi il saluto a don Federico che sarà celebrato in una messa a comunità riunite in piazza S. Martino a Silvelle alle ore 9.30. In caso di maltempo ci sarà una messa in chiesa a Silvelle alle ore 9.30 e una in chiesa a S. Ambrogio alle ore 11. I festeggiamenti di domenica 25 si concentreranno nel pomeriggio a partire dalle ore 15 con la benedizione del sagrato e poi l’estrazione della lotteria. In settimana verrà distribuito a tutte le famiglie un volantino con il programma dettagliato. Vi aspettiamo.

BUSTE PARROCCHIALI, sto raccogliendo ancora le vostre buste parrocchiali, ringrazio quanti contribuiscono secondo coscienza e possibilità per il bene della comunità.
Inoltre si può sostenere il pagamento dei lavori del sagrato attraverso:
1)        Una pietra per il sagrato
Consiste nell’acquistare simbolicamente una o più pietre per il sagrato al costo di 50 euro l’una. Si possono acquistare anche con offerte straordinarie tramite bonifico bancario specificando la causale “una pietra per il sagrato”. Di seguito gli estremi per il bonifico:
PARROCCHIA S. AMBROGIO DI GRION   IBAN IT 24 Y 08327 62941 000000012690   presso BANCA DI CREDITO COOPERATIVO AG. TREBASELEGHE
2)        Prestiti Graziosi
È una modalità che permette di fare un prestito, che non matura interessi, alla Parrocchia e che verrà restituito dopo almeno 12 mesi su richiesta della famiglia donante. Il tutto verrà regolato attraverso l’accordo “Scrittura privata di prestito infruttifero”. Chi sceglie questa modalità deve rivolgersi personalmente al Parroco.

AVVISI DELLA COLLABORAZIONE

ORARIO SS. MESSE NELLE PARROCCHIE DELLA COLLABORAZIONE

AVVIO DELL’ANNO PASTORALE
Venerdì 16 ottobre in chiesa a Piombino Dese
come collaborazione pastorale ci sarà un momento di preghiera e adorazione eucaristica dove affideremo l’inizio del nuovo anno pastorale. Sono invitati in particolare i membri del consiglio pastorale e per gli affari economici e tutti coloro che svolgono un servizio in parrocchia. Questo appuntamento sostituisce il tradizionale avvio che si faceva insieme al Vescovo a Treviso.

RICHIESTA CARITAS
La Caritas della collaborazione chiede la disponibilità di due biciclette da donna.

CELEBRAZIONE DEL 4 NOVEMBRE
L’associazione Combattenti e Reduci invita la cittadinanza alla celebrazione del 4 Novembre in questa modalità: Domenica 8 novembre alle ore 10.30, presso il piazzale del Municipio, raduno dei soci Combattenti, Reduci e Simpatizzanti per partecipare alla cerimonia Commemorativa del 4 Novembre. Segue la S. Messa di commemorazione dei caduti alle ore 11.00 e il tradizionale pranzo presso il Ristornate Antica Hosteria alla Baracca. Per iscrizioni rivolgersi a Silvio Cian tel. 342 069 9910; Sig. Bruno Pastrello tel. 333 470 4542.

Mese del Bambino 2020

Sarà possibile partecipare in presenza iscrivendosi presso la segreteria oppure seguire le dirette sulla pagina Facebook del Consultorio.

COMMENTO AL VANGELO

L’abito nuziale? Veste il cuore non la pelle.
di E. Rocchi

Festa grande, in città: si sposa il figlio del re. Succede però che gli invitati, persone serie, piedi per terra, cominciano ad accampare delle scuse: hanno degli impegni, degli affari da concludere, non hanno tempo per cose di poco conto: un banchetto, feste, affetti, volti. L’idolo della quantità ha chiesto che gli fosse sacrificata la qualità della vita. Perché il succo della parabola è questo: Dio è come uno che organizza una festa, la migliore delle feste, e ti invita, e mette sul piatto le condizioni per una vita buona, bella e gioiosa. Tutto il Vangelo è l’affermazione che la vita è e non può che essere una continua ricerca della felicità, e Gesù ne possiede la chiave. Ma nessuno viene alla festa, la sala è vuota. La reazione del re è dura, ma anche splendida: invia i servitori a certificare il fallimento dei primi, e poi a cercare per i crocicchi, dietro le siepi, nelle periferie, uomini e donne di nessuna importanza, basta che abbiano fame di vita e di festa. Se i cuori e le case degli invitati si chiudono, il Signore apre incontri altrove. Come ha dato la sua vigna ad altri viticoltori, nella parabola di domenica scorsa, così darà il banchetto ad altri affamati.

I servi partono con un ordine illogico e favoloso: tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze. Tutti, senza badare a meriti o a formalità. Non chiede niente, dona tutto. È bello questo Dio che, quando è rifiutato, anziché abbassare le attese, le innalza: chiamate tutti! Lui apre, allarga, gioca al rilancio, va più lontano. E dai molti invitati passa a tutti invitati, dalle persone importanti della città passa agli ultimi della fila: fateli entrare tutti, cattivi e buoni. Addirittura prima i cattivi e poi i buoni… Sala piena, scandalo per il mio cuore fariseo. E quando scende nella calca festosa della sala, è l’immagine di un Dio che entra nel cuore della vita. Noi lo pensiamo lontano, separato, assiso sul suo trono di giudice, e invece è dentro questa sala del mondo, qui con noi, come uno cui sta a cuore la mia gioia, e se ne prende cura. Ed ecco il secondo snodo del racconto: un invitato non indossa l’abito delle nozze. E lo fa buttare fuori. Che pretesa! Ha invitato mendicanti e straccioni e si meraviglia che uno sia messo male. Ma l’abito nuziale non è quello indossato sulla pelle, è un vestito nel cuore. È un cuore non spento, che si accende, che sogna la festa della vita, che desidera credere, perché credere è una festa. Anch’io sono quello che sono, l’abito un po’ rattoppato, un po’ consumato o scucito. Ma il cuore, quello no: ho fame e sete, e desiderio che tornino presto la gioia e la festa nelle nostre case. Sono un mendicante di cielo.

(Letture: Isaia 25, 6-10; Salmo 22; Filippesi 4,12-14.19-20; Matteo 22, 1-14)