S.AMBROGIO di GRION

Avvisi parrocchiali

foglietto n. 27/2018

8 Luglio 2018 – XIV Domenica del Tempo Ordinario

15 Luglio 2018 – XV Domenica del Tempo Ordinario

PULIZIE
Dal 09/07 al 14/07 Centro di Ascolto 19 ref. Zanini Dolfina
Dal 16/07 al 21/07 Centri di Ascolto 1-4 ref. Fardin Roberto e Bertolin Alessandro
Dal 23/07 al 28/07 G.genitori R. 3° media ref. Vian Anna
Dal 30/07 al 04/08 Centri d’Ascolto 3 e 7 ref. Barbiero Leonardo e Fascina Fabio
Dal 06/08 al 11/08 Centro d’Ascolto 5 ref. Bortolozzo Alba

VARIAZIONE DI ORARIO DELLE MESSE NEL PERIODO ESTIVO
Ricordiamo che da domenica 15 luglio a domenica 19 agosto l’orario domenicale delle messe è il seguente: a Silvelle alle ore 9.00 e a S. Ambrogio alle ore 10.30. Rimane la messa prefestiva del sabato sera alle ore 18.00.

ATTIVITA’ ESTIVE
Continua il Gr. Est. Parrocchiale si conclude con la festa finale sabato 7 luglio.
Campo ACR 5^ elementare S. Ambrogio e Trebaseleghe dal 6 al 12 agosto a S. Pietro di Barbozza.
Campo ACR 1^e 2^ media S. Ambrogio, Silvelle, Trebaseleghe, Levada e Torreselle dal 22 al 29 luglio a Valle di Cadore.
Campo ACR 3^ media S. Ambrogio, Levada e Torreselle dal 12 al 19 agosto a Fongaria di Recoaro Terme.
Campo ACG di 1^ e 2^ superiore di S. Ambrogio, Silvelle, Fossalta, Trebaseleghe, Piombino Levada e Torreselle, campo in bici a Cavallino, Ca’ Savio.
Campo ACG 3^, 4^, 5^ superiore di S. Ambrogio dal 13 al 15 luglio a Cornuda.
Alcuni giovanissimi partecipano al Pellegrinaggio diocesano Aquileia-Treviso-Roma dal 6 al 12 agosto.
I diversi campi estivi sono organizzati con le parrocchie della collaborazione pastorale, accompagniamo queste attività formative perché possano essere una valida opportunità di crescita umana e cristiana.

DON FEDERICO sarà assente per camposcuola i mercoledì 11, 18 e 25 luglio.

Inoltre, DON FEDERICO sarà disponibile per le CONFESSIONI SABATO 14 LUGLIO a Silvelle dalle ore 17 e SABATO 21 LUGLIO a S. Ambrogio dalle ore 17.

AVVISI DELLA COLLABORAZIONE

ORARIO SS. MESSE NELLE PARROCCHIE DELLA COLLABORAZIONE

ESPERIENZE DIOCESANE ESTIVE proposte dall’Azione Cattolica aperte a tutti.

  • Sinodo Dei Giovani – Pellegrinaggio Diocesano Aquileia-Treviso-Roma (16-30 anni) 6-12 agosto.
  • Campo Famiglie Vivere Il Dono:11-18 agosto a Lorenzago (BL)
  • Campo giovani 20-30enni Custodi Del Passato. Un viaggio intriso di fede, storia, arte e cultura: 18-26 agosto – modalità itinerante in Europa.
  • Campo Base (per educatori ACR e ACG): 18-25 agosto a Caviola (BL).

Info www.actreviso.it/campi-estivi-2018/ oppure segret. 0422 576878

Tempo di vacanza, tempo di riposo e tempo per rigenerarsi interiormente e fisicamente. È anche un’opportunità per coltivare e gustare le relazioni familiari in clima di gratuità.
Gesù non va in vacanza: coltiviamo la nostra fede anche in questo periodo.
BUONE VACANZE A TUTTI!

COMMENTO AL VANGELO

Lo scandalo di vedere Dio come uno di noi
di E. Rocchi

Gesù andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Missione che sembra un fallimento e invece si trasforma in una felice disseminazione: «percorreva i villaggi insegnando». A Nazaret non è creduto e, annota il Vangelo, «non vi poté operare nessun prodigio»; ma subito si corregge: «solo impose le mani a pochi malati e li guarì». Il rifiutato non si arrende, si fa ancora guarigione, anche di pochi, anche di uno solo. L’amante respinto non si deprime, continua ad amare, anche pochi, anche uno solo. L’amore non è stanco: è solo stupito («e si meravigliava della loro incredulità»). Così è il nostro Dio: non nutre mai rancori, lui profuma di vita. Dapprima la gente rimaneva ad ascoltare Gesù stupita. Come mai lo stupore si muta così rapidamente in scandalo? Probabilmente perché l’insegnamento di Gesù è totalmente nuovo. Gesù è l’inedito di Dio, l’inedito dell’uomo; è venuto a portare un «insegnamento nuovo» (Mc 1,27), a mettere la persona prima della legge, a capovolgere la logica del sacrificio, sacrificando se stesso. E chi è omologato alla vecchia religione non si riconosce nel profeta perché non si riconosce in quel Dio che viene annunciato, un Dio che fa grazia ad ogni figlio, sparge misericordia senza condizioni, fa nuove tutte le cose. La gente di casa, del villaggio, della patria (v.4) fanno proprio come noi, che amiamo andare in cerca di conferme a ciò che già pensiamo, ci nutriamo di ripetizioni e ridondanze, incapaci di pensare in altra luce. E poi Gesù non parla come uno dei maestri d’Israele, con il loro linguaggio alto, “religioso”, ma adopera parole di casa, di terra, di orto, di lago, quelle di tutti i giorni. Racconta parabole laiche, che tutti possono capire, dove un germoglio, un grano di senape, un fico a primavera diventano personaggi di una rivelazione. E allora dove è il sublime? Dove la grandezza e la gloria dell’Altissimo? Scandalizza l’umanità di Dio, la sua prossimità. Eppure è proprio questa la buona notizia del Vangelo: che Dio si incarna, entra dentro l’ordinarietà di ogni vita, abbraccia l’imperfezione del mondo, che per noi non è sempre comprensibile, ma per Dio sempre abbracciabile. Nessun profeta è bene accolto nella sua casa. Perché non è facile accettare che un falegname qualunque, un operaio senza studi e senza cultura, pretenda di parlare da profeta, con una profezia laica, quotidiana, che si muove per botteghe e villaggi, fuori dal magistero ufficiale, che circola attraverso canali nuovi e impropri. Ma è proprio questa l’incarnazione perenne di uno Spirito che, come un vento carico di pollini di primavera, non sai da dove viene e dove va, ma riempie le vecchie forme e passa oltre.

La forza della Chiesa è la fede, non i suoi «mezzi»
di E. Rocchi

Prese a mandarli a due a due. Ogni volta che Dio ti chiama, ti mette in viaggio. Viene ad alzarti dalla tua vita installata, accende obiettivi nuovi, apre sentieri.

A due a due e non ad uno ad uno. Il primo annuncio che i Dodici portano è senza parole, è l’andare insieme, l’uno al fianco dell’altro, unendo le forze.

Ordinò loro di non prendere nient’altro che un bastone. Solo un bastone a sorreggere il passo e un amico a sorreggere il cuore. Un bastone per appoggiarvi la stanchezza, un amico per appoggiarvi il bisogno di comunione.

Né pane, né sacca, né denaro nella cintura; e ordinò di non portare due tuniche. Partono senza nulla di superfluo, anzi senza neppure il necessario. Decisivi non sono i mezzi, decisive non solo le cose, ma la fede che «solo l’amore crea» (san Massimiliano Kolbe).

Come se Gesù dicesse ai suoi: Voi vivrete di fiducia: fiducia in Dio, che non farà mancare nulla, e fiducia negli uomini, che apriranno le loro case. «Bagaglio leggero impone il viaggio e cuore fiducioso. Domani non so se qualcuno aprirà la porta ma confido nel tesoro d’amore disseminato per strade e città, mani e sorrisi che aprono case e ristorano cuori…» (M. Marcolini).

Gesù ci vuole tutti nomadi d’amore: gente che non confida nel conto in banca o nel mattone ma nel tesoro disseminato in tutti i paesi e città: mani e sorrisi che aprono porte e ristorano cuori. La leggerezza del nomade è la sua ricchezza, lo porta verso gli altri e gli permette di riceverne i doni, di essere accolto come ospite.

Mi provoca, mi mette con le spalle al muro la povertà di mezzi degli inviati. Vanno bene i pescatori del lago di Galilea, va bene anche un bovaro come il profeta Amos. E nessuno di noi ha meno di loro. Nessuno può dire io sono troppo piccolo per poter diventare testimone del Vangelo, troppo povero, non ho mezzi o cultura.

E allora vado bene anch’io, perché il discepolo annuncia con la sua vita: il mio segreto non è in me, è oltre me, oltre le cose.

La forza della Chiesa, oggi come allora, non sta nei numeri o nelle risorse o nei mass media, ma risiede nel cuore del discepolo: «L’annunciatore deve essere infinitamente piccolo, solo così l’annuncio sarà infinitamente grande» (G. Vannucci).

Sorprende che Gesù insista più sulle modalità dell’annuncio, che non sui contenuti di esso. E proclamarono che la gente si convertisse, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. La conversione: vedere il mondo in altra luce, salpare verso cieli nuovi e terre nuove, una nuova architettura del mondo e di rapporti umani.

Che è già iniziata. Le loro mani sui malati annunciano appunto che Dio è già qui. È vicino a te con amore. È qui e guarisce la vita.