S.AMBROGIO di GRION

Avvisi parrocchiali

Mi ha colpito una domanda che mi hanno rivolto in riferimento ai bambini che vivono il dramma della malattia tumorale: “Perché proprio ai bambini?”

Non ho saputo rispondere, penso che dietro questa domanda ce ne siano altre, dov’è Dio, perché Dio permette questo. Si pone la questione del volto di Dio che abbiamo impresso in mente nel cuore.

E’ la situazione dei discepoli che seguono Gesù che ha appena annunciato che dovrà patire, soffrire e morire e poi risorgere… I discepoli sono in crisi perché questa non è l’onnipotenza di Dio.

Gesù compie un gesto squisito di umanità, di  attenzione verso di loro, sale sul monte e qui si trasfigura davanti a loro. Trasfigurare, significa trasformare, il suo volto si cambia diventa luminoso.

Pietro percepisce questa bellezza, è bello per noi essere qui…Pietro percepisce in quella luce qualcosa di grande, che affascina, coinvolge, ti fa voglia di restare lì sempre, vivere per sempre quella situazione.

Cos’è questa luce che affascina, questa bellezza: è la bellezza di chi si dona, sa donare sacrificando anche se stesso per la vita degli altri.

E’ la luce che emana chi vive con passione cura, onestà il proprio lavoro, la propria vocazione di genitore, la vita di coppia. Chi investe nelle relazioni.

Pietro è un po’ intontito da questa bellezza, ma non basta. La trasformazione che avviene nasce da quelle parole che odono dal Padre: “Questi è il Figlio mio l’amato, in lui i ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”.

Sono parole che fanno paura, perché riconoscere nel volto umano di Gesù, nei suoi atteggiamenti la gloria di Dio, la sua bellezza e manifestazione spiazza. Un Dio così coinvolto con l’umano, che suda, patisce gioisce come noi non è possibile, fa paura, spiazza.

Fa paura perché prenderlo  sul  serio significa prendere sul serio l’umanità, la nostra e altrui nelle sue varie situazioni e necessità. Il suo volto dice il nostro volto: figli, amati, in noi Dio ha posto il suo compiacimento.

Farebbe più comodo un Dio in alto, lontano, potente che sistema tutto, Gesù ci mostra un Dio che cammina con noi per farci sentire che non siamo soli; cammina attraverso il volto dell’altro.

Ascoltatelo: significa lasciarci guidare da lui, illuminare con il suo modo di fare affinché divenga il nostro. Lasciarci illuminare dalla sua misericordia che ci avvolga e rialzi sempre.

Quando accogliamo questo allora avviene la nostra trasfigurazione: sappiamo gustare la presenza di Dio nel volto nostro e di chi si  fa compagno di viaggio. Un volto ch può essere anche bisognoso di cure e di vita.